Viviamo in un mondo simulato?

12 08 2008

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Un pò di tempo fà ho pubblicato un articolo su un mio vecchio blog, riguardante la possibilità che noi tutti viviamo in un mondo simulato. Giorno per giorno, quella che per me era solo una vaga idea, si consolida sempre di più.

Prima di tutto vorrei riproporvi un estratto di quell’articolo che avevo scritto, poi vorrei sottoporvi alcuni altri commenti.

Articolo originale

Viviamo in un simulatore?

Vorrei affrontare un argomento a mio parere molto stuzziante.

Da molti anni, ogni tanto, mi passano per la testa domande sul luogo in cui viviamo: è possibile che la nostra realtà altro non sia che una simulazione ad un computer?
Potete immaginare il mio stupore quando, facendo un pò di ricerche su internet, scopro di non essere l’unico a cui sia passata per la testa questa strana idea.

Ho cominciato così, un pò per scherzo, un po` per passare il tempo, un poco seriamente, a pensare alla cosa.

Ho scritto così qualcosa e, soprendentemente, sono usciti fuori risultati interessanti.

Premetto che, con queste considerazioni, non ho la benchè minima intenzione di offendere nessuno, religione, politica, etc… E` mia intenzione solamente fornire un punto di partenza per una riflessione.

Viviamo in un mondo reale… ma cosa è “reale”? E` plausibile pensare che, anche se il luogo dove siamo nati e cresciuti sia per noi un luogo reale, per altri non lo sia?
Facciamo un gioco: immaginiamo, solo per un attimo, che la nostra realtà altro non sia che una simulazione prodotta in un sistema informatico, in un computer. Ovviamente, non mi riferisco ad un PC, nè ad un server, ma immaginate semplicemente qualcosa, creato da alcuni esseri (i nostri creatori…), che sia in grado di riprodurre un ambiente (l’ambiente in cui noi esistiamo). Parliamo quindi di un sistema straordinariamente potente (almeno rispetto ai nostri…).
Se, solo per un attimo, accettassimo questo, allora alcune domande che l’uomo si fà da sempre, avrebbero una risposta, straordinariamente semplice, lineare, pulita; così pulita da non sembrare vera…

1) Esiste un dio? Si. Certo, esiterebbe un creatore, e sarebbe colui (coloro) che hanno creato tutto questo.

2) Come è nato l’universo? Gli scienziati parlano di Big-Bang… parlando di un “punto” nello spazio con una energia elevatissima che, in “poco” tempo, ha “invaso” lo spazio (autocontenuto) circostante. Purtroppo però, non riescono ad avvicinarsi che a qualche millesimo di secondo dall’inizio, dal tempo ZERO. Bene… cosa è il tempo zero?
Da dove viene tutta quella energia che ha creato il Big-Bang? Pensate all’ipotesi della simulazione: è banale fino all’inverosimile: una simulazione al computer è in grado di creare qualcosa dal nulla (all’interno della simulazione stessa): quindi il tempo zero altro non è che uno stratagemma creato dai nostri creatori per iniziare una simulazione. La materia da dove viene? Semplice: è stata creata dal simulatore! E ci troviamo alla prossima domanda…

3) Cosa è l’Universo? Dove si trova? Doce si espande? Una delle idee più diffuse è che lo spazio sia “autocontenuto” (concetto abbastanza complesso). E se invece, molto semplicemente, l’universo si trovasse nel nulla? Come? Semplicemente nella memoria di un computer. Immaginate il vostro PC: finchè nella memoria del vostro computer non mettere qualcosa, tutto quello “spazio” (solo digitale, visto che non si parla di spazio come lo intendiamo noi…) altro non è che il nulla. Cercherò di essere più chiaro (a voce sarebbe più facile…): avete mai giocato ad un gioco nel PC? Simulazione di calcio? Corse d’auto? RPG? Ovviamente lo spazio simulato in cui giocate non è uno spazio fisico; il circuito per le gare automobilistiche potrebbe essere di 3km come di 3 miliardi di km, sempre tutto nella ram del vostro PC… in pochi cm quadrati. Non vi sembra che ci sia una straordinaria somiglianza con il nostro spazio?
Entrambi sembrano poter diventare sempre più grandi, si espandono nel nulla, lo spazio sembra non finire mai (almeno per noi che viviamo all’interno della simulazione), etc…

4) Quando si parla di simulazioni, ho sentito spesso dire che il nostro è un mondo troppo complesso da essere simulato: ovviamente! E` ovvio che per noi che ci “viviamo” si tratti di un sistema estrememamente complesso… ma non abbiamo un reale metro di paragone: forse il nostro universo è straordinariamente semplice messo a confronto con quello “reale” (quello in cui vivono i nostri creatori). Anzi, lo studio del nostro universo potrebbe essere un buon punto di partenza per immaginare come sia fatto quello dei nostri creatori…

5) Parliamo di anima, spirito e corpo: anche questa definizione si adatta ad un simulatore. Basta pensare al corpo come all’oggetto che rappresenta noi stessi nel mondo simulato, mentre al nostro spirito come al “programma” che ci guida (pensateci bene, l’anima, lo spirito sono molto simili ad un programma: nessuno dei due è tangibile, non hanno spessore, non si possono toccare, ma esistono, e sono proprio loro che muovono i “corpi” all’interno di una simulazione. Avete mai giocato a Doom? A Quake? I personaggi che popolano il labirinto sono “il corpo”, mentre i programmi (che voi NON vedete mentre giocate) sono lo spirito, l’anima del personaggio.

6) In tutte le epoche, in ogni luogo, si parla di oggetti misteriosi, di poteri soprannaturali, etc… Forse esistono sul serio. Forse sono degli oggetti inseriti (coscentemente o per “errore”) nella simulazione e che permettono a noi, all’interno del simulatore, di “modificare” il normale comportamento dei programmi, causando quelli che per noi sono effetti soprannaturali, ma che in realtà hanno una spiegazione scientifica, plausibile. Se vivessimo veramente in un simulatore, forse potrebbe esistere una “bacchetta magica” in grado di sollevare “misteriosamente” il tavolo di accanto a voi; ma forse, semplicemente, avete trovato un oggetto in grado di modificare il programma che gestisce il tavolo, variando le sue coordinate nello spazio, in barba ad ogni fenomeno fisico simulato.

7) Se ci trovassimo realmente in un simulatore si spiegherebbe anche la misura di Plank. Forse è proprio un modo per “proteggere” il simulatore: un modo per non consentirci di “scavare” troppo in fondo all’atomo (ma si tratta veramente di un atomo?….).

8) Se ci trovassimo realmente in un simulatore allora è plausibile pensare che la nostra sia una realtà con lo spazio/tempo discreto e non continuo: ciò che è curioso è che recenti studi, sembrano andare proprio in questa direzione…

Sono solo all’inizio.
Spero pero` di avervi stuzzicato un po` la curiosita`.

Alcune riflessioni…

LO SPAZIO E IL TEMPO…

Quello che avete appena letto era un articolo che riassumeva, in modo molto superficiale, alcune idee.

Proprio ieri stavo leggendo un articolo sulla bellissima rivista “Le Scienze” riguardo il tempo. Si parlava della possibilità di navigare nel tempo, si affrontavano argomenti come l’entropia, il funzionamento della nostra memoria (ricordiamo gli eventi passati ma non quelli futuri), etc…

Mi sono quindi fatto una domanda (domanda che si sono poste molte altre persone!): ma il tempo esiste veramente? Ha senso parlare di tempo come una sequenza di minuti e secondi, uno dietro l’altro? Io credo che il tempo, come lo intendono “le persone normali”, non esista, ma che esso altro non sia che un modo inventato dall’uomo per misurare il movimento.
Mi spiego meglio: immaginate di non essere una persona, ma qualcosa di astratto (per esempio un punto geometrico): vi trovate in un luogo (un nuovo universo) dove tutto è fermo, tutto, ma proprio tutto, anche gli atomi che compongono la materia… proprio tutto. Bene, in questo scenario, che senso ha parlare di tempo? Il tempo sta realmente trascorrendo in questo mondo? Io credo che non abbia senso. Credo che il tempo non esista. Il tempo è solo un modo per “misurare” qualcosa. Non ha quindi senso parlare di “passato” e “futuro”, in quanto il futuro è ciò che la simulazione in cui viviamo deve ancora elaborare, ed il passato è ciò che la simulazione ha appena elaborato. Il tempo segna due eventi in successione, il tempo segna due elaborazioni in successione. Nient’altro.
Da qui è facile immaginare cosa sia il passato.

I SENSITIVI…

Salto da un argomento all’altro, vi chiedo scusa. Ma stavo vedendo un documentario dove si parlava di un sensitivo che aiutò la polizia a trovare due ragazze morte soffocate da un assassino (è una storia vera).
La mia domanda è questa: è possibile che ci siano persone in grado di ricevere alcune informazioni che altre non ricevono? E’ possibile che alcune persone possano “vedere” la registrazione della simulazione sugli eventi accaduti (registrati da qualche parte)?

Ok, per oggi basta così… a presto!


Azioni

Informazione

37 risposte

29 08 2008
MARCO

COMPLIMENTI ALLA DOMANDA DI UNIVERSO SIMULATO.
SE SI VUOLE CAPIRE BENE LO STATO UNIVERSALE IN CUI VIVIAMO, OVVERO SR L’UNIVERSO E’ UN SISTEMA AUTOSIMULANTE CONSIGLIO UN LIBRO DI PAUL DAVIES LA MENTE DI DIO…………………………………..
CUMUNQUE SE LA REALTA’ ULTRO NON E’ CHE UN’INFINITA’ DI SIMULAZIONI NELLE SIMULAZIONI LO SPETTRO DEI QUASAR RIVELERA’ L’ENIGMA.
LA POSSIBILITA’ DI VIVERE IN UNA SIMULAZIONE NON E’ PIU’ FANTASCIENZA ANZI E’ ARGOMENTO DI STUDIO A FAVORE DEL QUALE E’ POSSIBILE CHE IO E VIO STIAMO VIVENDO IN UN SISTEMA FISICO AUTOSIMULANTE.

30 08 2008
sguish

Ciao, mi sono messo alla ricerca del libro che hai consigliato. Grazie!
Una domanda: puoi darmi ulteriori dettagli sullo spettro dei quasar, e perchè dici che potrebbero rivelare l’enigma?

3 09 2008
Michele

leggiti la guida galattica per autostoppisti!

3 09 2008
sguish

In passato qualcuno mi ha già parlato di un film con quel nome, ma non conosco i dettagli!
Quali argomenti tratta che si ricollegano a questo tema?

8 09 2008
ninay

Da anni penso a tutto questo.
Finalmente ho trovato qualcun’ altro!!!

9 09 2008
sguish

Mi fà piacere sapere che queste idee non vengono solo a me!
Hai altre idee in merito?

2 02 2009
Laura

Non per nulla gli antichi parlavano di DEUS EX MACHINA… senza dimenticare i famosi anacronismi ed altra roba strana come l’impronta di una scarpa moderna scoperta in un fossile di migliaia di anni fa!. Detto questo, il solo fatto che alcuni di noi si siano accorti della simulazione non fa ben sperare che forse potremmo essere molto più vicini ai creatori di quello che pensiamo? e se fossimo Dei che per una sorta di condanna sono stati ficcati in questa simulazione (appunto per scontarla) e prima o poi ci tirassero fuori?.
p.s. leggi Philip K. Dick è incredibile ciò he ha scritto. Leggi soprattutto il saggio in italiano dal titolo di Owl

2 02 2009
sguish

Ciao, ciò che ultimamente mi fà pensare che si tratti di qualcosa di “concreto” (cioè non siano solo le fantasie di un pazzo visionario!) è che quasi tutti danno per scontato che si tratti di stupidaggini. Mi spiego meglio: se io facessi un simulatore, farei in modo che coloro che “vivono” nel simulatore non abbiano coscienza di ciò. Inoltre creerei un meccanismo che scatti, ed induca ad un rifiuto dell’idea, non appena tale “idea” possa essere generata nella mente dell’essere simulato. Una sorta di preservazione dell’ambiente.
Infatti, la cosa curiosa, è che molti “studiosi”, riviste del settore, etc… si rifiutano a priori di parlare dell’argomento. Questo mi diverte molto, perchè di parla con disinvoltura di viaggi nel tempo, di universi che si contraggono ed spandono come un palloncino pieno d’aria, di multi dimensioni, di teoria delle stringhe, di spazio/tempo discreto, etc… e ci si fanno studi molto molto costosi… ma nessuno si prende la briga almeno di considerare l’opzione di una simulazione.
Parliamoci chiaro: ma la teoria delle stringhe, o le varie teorie sulla nascita dell’universo, etc… ma sono veramente molto più “solide”/”realistiche” rispetto alla teoria della simulazione? Io non credo…
Riusciamo a parlare di “presunte” particelle (i fotoni non li ha mai visti nessuno, noi deduciamo la loro esistenza a causa dei loro effetti; per non parlare del magnetismo: qualcuno sa spiegarmi veramente cosa sia?! Tutti parlano dei suoi effetti, ma come facciano un elettrone ed un protone ad attrarsi…).

2 02 2009
sguish

Dimenticavo: sto cercando qualcosa sugli autori che mi hai consigliato.

Grazie!

24 04 2009
piero

ho sempre avuto dai tempi del liceo la sensazione che il nostro mondo manifesto fosse il risultato di un insieme di matrici ed algoritmi,mi suggeriva questa sensazione la semplice aritmetica pitagorica,e il mistero dei numeri nella Kabala ebraica.Ora ne sono sempre più convinto per un insieme di fattori ,che sono poi i tuoi.Mi ha molto incuriosito l’idea tua dello spazio compattificato ed interconnesso,voglio solo aggiungere che la nostra simulazione non necessita di un computer gigantesco ma ,potremmo benissimo vivere la simulazione in un computer in miniatura.La teoria delle stringhe chiarisce il dilemma se si pensa alle dimensioni del nostro universo viste con il valore di stringa:inversamente proporzionale al raggio del cerchio.!?ciao

27 04 2009
sguish

La teoria delle stringhe chiarisce il dilemma se si pensa alle dimensioni del nostro universo viste con il valore di stringa:inversamente proporzionale al raggio del cerchio.!?

Conosco discretamente (da appassionato, non da scienziato o ricercatore!) la teoria delle stringhe, e quello che hai scritto mi ha incuriosito e mi interessa molto: me lo puoi spiegare meglio per favore?

21 05 2009
piero

io parto dal presupposto che una simulazione aliena del nostro universo deve essere trasdimensionale,cioè si deve considerare una civiltà capace di giuocare col vuoto inflattivo ,quiendi esterna dalla nostra bolla di universo.è proprio da ciò che entra in ballo la teoria delle stringhe:ciascuna delle tre dimensioni macroscopiche dell’universo sembra espandersi con le osservazioni per quasi 15 miliardi di anni luce,non sappiamo però cosa possa esistere al di la di questa barriera ,le dimensioni potrebbero curvarsi come enormi circonferenze tanto che un astronauta viaggiando sempre nella medesima direzione girerebbe intorno all’universo.,quindi le tre dimensioni spaziali potrebbero avere forma circolare ed essere soggette alla identificazione fisica R-I/R imposta della teoria.Se le tre dimensioni sono circolari e macroscopiche devono avere una lunghezza pari a dieci milioni di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi la lunghezza di Planck(R=10 elevato alla 61esima potenza in crescita con la espansione.Se la teoria delle stringhe è corretta dovrebbe tutto ciò essere identico alla situazione in cui le 3 dimensioni spaziali ordinarie avrebbero la forma di circonferenze molto piccole,minuscole con un raggio pari a circa I/R=I/(10 elevato a 61)=10 elevato a -61 moltiplicato la lunghezza di Planck.Ecco cosa diventano le consuete 3 dimensioni estese nella descrizione alternativa,duale che ci offre la teoria delle stringhe.In questa visione i minuscoli raggi di queste circonferenze,col il trascorrere del tempo diventano sempre più piccoli dato che I/R decresce con l’aumentare di R.Per essere sintetici la definizione di grandezza e di distanza è duale nella teoria delle stringhe,tutto dipende dal tipo di stringa usato per la misurazione di una certa distanza.che è fondata grossomodo,sul principio secondo il quale se una sonda viaggia ad una certa velocità assegnata possiamo misurare una distanza determinando quanto tempo impiega l’oggetto di prova a percorrerla.Nel primo modo (proporzionale al raggio del cerchio)usa stringhe che non sono arrotolate attorno ad una dimensione beneappunto circolare,mentre la seconda analisi usa stringhe che sono arrottolate,in questa teoria esistono due diverse definizioni operative entrambe ugualmente naturali nei concetti di distanza e grandezza.le stringhe non arr.hanno una grande libertà di movimento attorno al cerchio e determinano quindi una distanza che sarà proporzionale al raggio del cerchio,per il principio di indeterminazione la loro energia è proporzionale a I/R.Le stringhe arrotolate hanno una energia minima propor.a R se le usiamo come sonde per la misurazione di distanze astronomiche o quantiche lo stesso princ.di indeterm.ci porta a conoscenza che esse sono sensibili a distanze pari all’inverso di questo valore cioe I/R.il nostro universo ,per essere breve,se misurato con queste ultime sonde ci apparirà come un universo minuscolo e in contrazione perfettamente uguale ad un universo in espansione misurato con stringhe non arrotolate.Nella simulazione aliena ,(se questi sono esseri di un altra dimensione)il nostro universo potrebbe benissimo essere un minuscola bolla quantica vicino alla dimensione di Planck contenuta in un software da tasca e,cosa più strana alla nostra analisi potrebbe apparirci tanto immenso ed in espansione quanto minuscolo ed in contrazione, entrambi regolati dalle stesse leggi fisicche.

22 05 2009
sguish

Devo ammettere che ho fatto fatica a seguirti (l’argomento non è semplice!), inoltre mi è poco chiaro il concetto di espansione/contrazione di cui parli (anche se ho capito la tua idea sullo spazio “arrotolato”).

Quello che mi lascia perplesso è continuare a pensare in termini di “spazio” (quello nostro interno): in una simulazione (io ora penso al funzionamento dei “nostri” computers, ma credo che il concetto possa essere applicato anche ad altri sistemi) si utilizzano algoritmi fondati sulla matematica, la quale non ha un diretta relazione con lo spazio fisico. Mi spiego meglio: se ho una stanza di 3×3 metri, quello è, per noi, uno spazio fisico, ma per una simulazione (quella “aliena”), è solo matematica.
Gli “alieni” non valutano lo spazio nella simulazione allo stesso modo di come lo “vediamo” noi che ci “viviamo” dentro. Quindi secondo me, la teoria delle stringhe ha un senso per noi che viviamo in questo spazio, ma non ha senso (e non è concettualmente applicabile/usabile) per gli alieni.
Cercherò di essere più chiaro: in un computer ogni cosa è descritta tramite numeri. Ci sono poi degli algoritmi che manipolano tali numeri (i programmi). Questo significa che lo spazio (inteso come dimensioni, volume, etc…) di un universo simulato (noi stiamo “vivendo” in un universo simulato in un “computer” alieno) non ha alcun collegamento con la simulazione nel computer alieno, in quanto tale spazio non esiste! Il nostro spazio (quello del nostro mondo) è generato su base “matematica” (la matematica degli alieni), quindi il concetto stesso di spazio ha senso nel nostro mondo e non nel computer che contiene la simulazione (anche noi siamo “numeri” e “algoritmi”).
Quindi, dire che il nostro spazio è grande “x”, oppure ha la forma “y”, oppure dire che si sta espandendo/contraendo etc… ha senso per noi, ma per la simulazione stessa no (non come lo intendiamo noi almeno!).
Una domanda che (quasi) tutti si pongono è: se l’universo è in espansione, dentro cosa si sta espandendo? Alcune risposte sono: “l’universo è autocontenuto, e si espande in sè stesso. E’ in linea generale corretto, ma la verità è che il nostro universo è “matematica”, e si espande “numericamente” nella simulazione stessa. Il nostro universo si espande nello “spazio” della memoria del computer che lo contiene, e lo fà “occupando più memoria”, oppure variando matematicamente alcuni valori che ne definiscono i limiti (con il concetto dei vettori).

Ecco un esempio di quanto dico:
Io creo un giochino al computer, in cui esiste una scatola bidimensionale (pensa alla cornice di un quadro) ed una pallina che rimbalza in essa.
Nella mia simulazione (io sono “l’alieno”!!!) la scatola ha coordinate matematiche (i 4 angoli del rettangolo):

(0, 0) – (10, 0)
(0, 5) – (10, 5)

La pallina ha un diametro pari a 0.1. (per esempio).

La pallina vive e rimbalza felice nella scatola, con dimensioni virtuali di 10×5, e muovendosi in essa. Questa scatola/universo (l’universo della pallina) però si “espande”, e diventa sempre più grande. Ad un certo momento, avrà dimensione:

(0, 0) – (13, 0)
(0, 9) – (13, 9)

Per la pallina sarà tutto “normale”, in quanto è a conoscienza di vivere in un universo in continua espansione. Se lei “misura” la scatola, si accorgerà che essa si sta allargando.
La cosa interessante è che, anche se nel suo mondo non esiste nulla più veloce di lei (lei si muove alla velocità della luce!), purtoppo non riesce a raggiungere mai il lato della scatola, perchè tale scatola si “espande” ad una velocità maggiore della luce stessa. Ovviamente la pallina sa che tutto ciò è “normale” e in accordo con le sue leggi fisiche, in quanto il limite della velocità della luce è valido solo all’interno del suo sistema (universo) ma non vale per l’universo stesso (anche nella nostra realtà è così! L’universo si sta espandendo ad una velocità maggiore di quella della luce).

Per il computer alieno, non si parla di spazio e volumi, ma di numeri ed algoritmi da applicare ad essi.

Nel nostro universo le cose sono un pò più complesse (anche l’esempio precedente non calza al 100%, perchè l’espansione dell’universo non avviene solo attraverso espansione dei suoi “bordi”, ma attraverso l’espansione della trama dell’universo stesso), però l’esempio chiarisce il concetto di spazio reale (quello visto da noi) e spazio “virtuale” (quello della simulazione, nel computer alieno).

12 07 2009
Reinhart

E’ interessante pensare alla teoria della simulazione, infatti l’esempio fatto da piero mi fa pensare al finale di man in black dove facendo vedere l’efetto allontamento dalla terra fino ad arrivarea alla via lattea, ci sono delle mani aliene che giocano con delle biglie che contengono la galassia stessa :)

30 08 2009
renato

ho letto un po di roba
cose simpatiche solo che sembra tutto come il cane che rincorre la coda
senza approdare a nulla
si ipotizza che il nostro universo possaessere una simulazione al copiuter alieno
e va bene allora anche gli allieni sono simulaszioni di altri super allieni end so on
che il tempo non esiste ne sono convinto logicamente

31 08 2009
sguish

Che il tempo non esista è una convinzione di molti, me compreso. Ora non ce l’ho sotto mano, ma ti manderò il titolo di un buon libro sull’argomento. In breve si può dire che il tempo in sè non esiste, in quanto esso è una conseguenza del moto, del movimento.
Ciò però non ha nulla a che fare con la simulazione. L’esistenza del tempo è una questione “interna” nella nostra realtà. Dubito seriamente che tale concetto ci possa aiutare a comprendere se viviamo in un mondo simulato o meno.

Riguardo il cane che si morde la coda: non è così. Noi sappiamo ben poco della nostra realtà, e sappiamo ancora meno sui nostri possibili “creatori”. Non chiamiamoli alieni: non sono alieni. Piuttosto, se volessimo usare un termine di uso comune, li potremmo defnire come degli dei, i nostri creatori (ben diversi da un alieno!).
Inoltre, forse, i nostri creatori hanno già risolto il problema: forse loro sanno bene chi li ha creati!

31 08 2009
renato

mai parlato di alieni
il tempo ho detto che non esiste e ho scritto che ne sono convinto con
un ragionamento mio
che qualcuno giochi col bene e col male non è etico per degli esseri così superiori pertanto tutto il castello di idee sui nostri creatori non sta in piedi
non ci sarebbe motivazione plausibile per essi dei o semidei gia a conoscienza
di tutte le cose
io sto percorrendo un’altra strada che ,al momento non ho voglia ,per motivi di precisione ,descrivere ma più promettente nella sua semplicità

2 09 2009
sguish

Capisco quello che dici sul bene e sul male, ed è un concetto corretto se si associa l’idea del “creatore” inteso come essere supremo ed infinitamente buono.
Però, se il nostro creatore fosse “semplicemente” qualcuno che ha realizzato una simulazione per testare determinati concetti, o solo “per gioco” (pensa a quanta violenza simulata esiste nei video games, e quanti esseri “viventi” muoiono in tali giochi), allora vedrai che il nostro mondo forse non è molto più terribile di altri. Noi nei videogames facciamo “morire” migliaia di esseri, senza porci il problema etico, perchè consideriamo tali esseri come delle simulazioni. Pensa se, un giorno, noi riuscissimo a fare delle simulazioni così avanzate (e prima o poi lo faremo, ne sono sicuro), da far si che gli algoritmi di IA simulino dei comportamenti come la sofferenza, l’ira, la vendetta, il dolore. Per noi che abbiamo creato la simulazione tali concetti non avrebbero molto senso. Essi sarebbero “solo” algoritmi matematici. Ma chissà cosa potrebbero “pensare” coloro chee vivranno nelle simulazioni che noi stessi creeremo in futuro?! Saranno veramente solo “calcoli matematici”?
Hai mai visto il film “Il tredicesimo piano”? Se non lo hai mai visto, dagli una occhiata, è un buon punto di partenza di ciò che intendo io:

http://it.wikipedia.org/wiki/Il_tredicesimo_piano

2 09 2009
renato

non c’è bisogno di inventare giochi reali al compiuter per far soffrire il prossimo
gia lo fanno con gli esseri viventi nel mondo a scopo di lucro più che per sadismo.
però arrivare a mezzi di sadismo elettroonici ma reali ci vuole molta,molta più
conoscenza e questa molta conoscenzinpedirà di per se stessa tali atrocità
la mia convinzione è che ,partito da poche conoscenze ci siano gia forme superiori
super intelligenti e avanzate tecnicamente ,allora o quello che dici esiste gia
ma io non lo vedo nel nostro mondo . perciò a livelli di intelligenza un po superiori ai nostri c’è un cpmportamento etico di non ingerenza

3 09 2009
sguish

Bè, io credo che si possano compiere atti di “barbarie” anche “involontariamente”. Ti facccio un esempio, volutamente esagerato, ma giusto per dare una idea di ciò che intendo. Se vai a pescare (sott’acqua col fucile, oppure con la canna da pesca), vai a prendere ed uccidere dei pesci. Molte persone rimangono molto meno scosse dall’uccisione di un pesce che non di un altro animale, per un motivo molto semplice: il pesce non lo senti urlare di dolore. Pensiamo invece come muore un pesce: conficcato con la bocca in un amo, oppure dilaniato da una fiocina, ed infine lasciato soffocare per mancanza d’aria. Se non è crudeltà questa! (e te lo sta dicendo uno che in passato ha fatto pesca subacquea, e lo smesso proprio per questo motivo).
Credo quindi che, se noi “vivessimo” in una simulazione (dovremmo a questo punto chiarire il concetto di “vita”), forse coloro che hanno fatto questo simulatore non pensano di essere crudeli, forse quello che noi chiamiamo soffrire per loro è solo un “programma” ben fatto).

Una volta in un film, che parlava di esseri soprannaturali, come gli angeli ed i demoni, uno chiese: “ma perchè questi esseri non ci spiegano il motivo del loro comportamento?” – e l’altro gli rispose: “ma tu perderesti tempo a cercare di spiegare qualcosa ad una formica?”.
Il concetto è chiaro: quando un essere è fin troppo superiore, non ti considera nemmeno degno di attenzione, ma vieni considerato al pari di uno “strumento” per raggiungere un determinato obiettivo: uno strumento che conta quasi zero, e quindi non merita la minima considerazione (in fondo noi lo abbiamo sempre fatto – per esempio nella vivisezione – e con esseri molto più vicini a noi).

3 09 2009
renato

mi dispiace ma stai facendo un gran casino
da una parte giocano col programma terra dall’altra ci considerano talmente poco….c’è poca o nessuna logica in quello che srivi senza offesa ma mi sembri impaurito.io punto a scoprire qualche pezzettino di verita sul tutto
qualche pezzettino lpiccolo piccolo l’ho capito però ci vogliono tante persone ,umili,ma con fantasia che esprimano le loro idee

4 09 2009
sguish

Io non ho fatto casino, forse non mi sono spiegato oppure non hai capito bene tu. E comunque… di cosa dovrei essere “impaurito”?! Sapere di vivere una vita reale oppure essere un inconsapevole “AI” di un programma? E cosa dovrebbe impaurirmi?
Se vuoi darmi una “etichetta” allora puoi dire che sono affascinato e incuriosito dall’argomento. Io sono qui, come te, a discutere, a cercare di comprendere se questa idea possa avere un fondamento, e se possa esistere una strada per capire meglio il tutto.

Una domanda: continui a dirmi che hai una teoria, perchè non mi dai un’idea di massima di ciò che pensi? Visto che parli di paura, qui io ho avuto il coraggio di esporre la mia idea, e di sottoporla ad opinioni e critiche di tutti. Tu invece mi parli di una teoria, un pensiero, ma non mi fai capire di più.

Ti ricordo che io non sono qui per convincere o “catechizzare” le persone, non voglio convincere nessuno della mia idea. Anzi, sono qui per discuterne insieme, cercare dei punti in comune, analizzare i fatti e le idee. Io voglio affrontare l’argomento con lo spirito della collaborazione, della partecipazione, e non della competizione.

4 09 2009
renato

ti chiedo anche scusa ,le mie non erano affermazioni solo punti di domanda
non sno molto padrone della lingua italiana come avrai capito e pertanto
neanche molto chiaro forse poco comprensibile ,e dispiaciuto mi fermo qui
ciao renato

5 09 2009
sguish

Mi dispiace, non avevo capito che tu non fossi italiano, lo parli molto bene, complimenti! Se vuoi possiamo parlare in inglese

6 10 2009
fabio

Forse ci troviamo in una simulazione creata con uno scopo preciso.
Quello di comprendere cio’ che noi cerchiamo da sempre : la verita’ sulla nostra creazione.
Implementare una realta’ simulata che ripercorra in un tempo ”breve” (che a noi dall’interno appare ancestrale) lo sviluppo del pensiero, potrebbe fornire al ”progettista” la risposta osservando le risposte che noi troviamo (in campo scientifico, sociale, ingegneristico,ecc). Potremo noi tutti essere un metodo numerico per risolvere i loro enigmi.

Un’ altro motivo che potrebbe spingere a creare un sistema del genere e’ quello di preservare il pensiero del progettista in un tempo che vada al di la’ della durata della vita della sua società.

Un ultimo movente, apparentemente meno nobile, e’ quello di creare una realta’ alternativa in cui entrarvici, magari, per puro gioco

6 10 2009
sguish

La tua ipotesi è molto interessante! Riprodurre “in breve” l’evoluzione di una intera civiltà allo scopo di effettuare in modo rapido delle scoperte.
Se così fosse, significa allora che noi apparterremmo ad una simulazione evoluta. Infatti, se io simulassi la vita di una comunità di formiche, potrei aspettarmi ben poco come progresso tecnologico.
Questo mi fà venire in mente una domanda: e se la simulazione servisse per vedere quanto tempo è necessario perchè una civiltà prenda coscienza di vivere in una simulazione? ;-)

6 10 2009
fabio

Non e’ esattamente cosi’; potremo essere solo ad un punto intermedio della simulazione, e l’ output finale magari sara’ la nostra civilta’ tta 1000 anni.

Comunque dai un occhiata anche alle altre due ipotesi.

6 10 2009
sguish

Si le avevo lette, però la seconds non mi è molto chiara (“[...] creare un sistema del genere e’ quello di preservare il pensiero del progettista [...]“).
Che intendi dire esattamente?

6 10 2009
Fabio

Intendevo dire, che la simulazione potrebbe essere stata creata per proseguire l’ esistenza artificiale di una civilta’ reale ormai estinta.

Se guardiamo al mondo fisico che ci circonda scopriamo che è costituito da strutture autosomiglianti (frattali), e questo e’ vero nel mondo macroscopico, come in quello quantisto. Non e’ escluso che questa struttura sia valida anche per i processi cognitivi.
La coscienza umana e’ un processo non strettamente legato al ”dispositivo in questo caso il neurone” che la genera, e il sogno, potrebbe essere nient’ altro che un processo simile a quello che produce l’ universo che noi percepiamo ed in cui viviamo.
Quando sogniamo, non c’e’ modo di capire che quel che stiamo vivendo e vedendo non e’ reale, le sensazioni, il dolore, il piacere sono veri : per noi e’ come vivere una realta’. Solo al risveglio ci rendiamo conto che si trattava di un sogno per il fatto che ce ne ricordiamo. Il sogno, al contrario, non ha memoria della realta’, ma piuttosto puo’ contenere elementi, magari distorti e vaghi, che le appartengono. Una simulazione e’ prodotta dal nostro cervello tutte le notti, e forse, la struttura del processo che porta alla coscienza non e’ altro che un processo simile a quello che simula noi ed il mondo che ci circonda.

6 10 2009
Fabio

Versione2

Intendevo dire, che la simulazione potrebbe essere stata creata per proseguire l’ esistenza artificiale di una civilta’ reale ormai estinta.

Permettimi una cnsderazione
Se guardiamo al mondo fisico che ci circonda scopriamo che è costituito da strutture autosomiglianti (frattali), e questo e’ vero nel mondo macroscopico, come in quello quantistico. Non e’ escluso che questa struttura sia valida anche per i processi cognitivi.
La coscienza umana e’ un processo non strettamente legato al dispositivo, in questo caso il neurone che la genera, e il sogno potrebbe essere nient’ altro che un processo simile a quello che produce l’ universo che noi percepiamo ed in cui viviamo.
Quando sogniamo, non c’e’ modo di capire che quel che stiamo vivendo e vedendo non e’ reale, le sensazioni, il dolore, il piacere sono veri : per noi e’ come vivere una realta’. Solo al risveglio ci rendiamo conto che si trattava di un sogno per il fatto che ce ne ricordiamo. Il sogno, al contrario, non ha memoria della realta’, ma piuttosto puo’ contenere elementi, magari distorti e vaghi, che le appartengono. Una simulazione e’ prodotta dal nostro cervello tutte le notti, e forse, la struttura del processo che porta alla coscienza e’ simile a quello che simula noi ed il mondo che ci circonda.

6 10 2009
7 10 2009
fabio

sguish ?

7 10 2009
sguish

Ciao, scusa il ritardo ma ieri non ho potuto rispondere.
Il link che hai mandato è molto interessante (mi guarderò l’intero sito con calma). Conoscevo già quel professore (avevo letto alcuni articoli in lingua originale).
L’idea che hai proposto sui sogni è pure molto interessante (e affascinante), ma mi sembra un pò forzata (anche se, visto l’argomento di cui stiamo discutendo, parlare di forzature è un eufemismo!). Certo non è escluso, poichè noi non sappiamo come “sognano” i nostri creatori (se così li possiamo chiamare).

Ciò che rende plausibili le varie ipotesi (realtà simulata, il sogno, etc…) è che noi siamo “immersi” nel nostro spazio/tempo e quindi non abbiamo nessuna percezione dello spazio/tempo (soprattutto il tempo) dei nostri creatori (o… sognatori!), quindi quelli che per noi sono anni per loro potrebbero essere secondi.

Pure il concetto di salvaguardia della specie è “stuzzicante”, ma il concetto di evoluzione, il nostro livello tecnologico, etc… mi fà pensare che questa ipotesi non sia molto plausibile. In parte ciò vale pure per la teoria del sogno.
Infatti non dobbiamo dimenticare che noi viviamo in una “realtà” piuttosto sofisticata e abbastanza coerente nella sua struttura, e questo mi porta a considerare non attendibile la teoria del sogno (i sogni sono “stravaganti”, fuori dalla logica della vita quotidiana; nella nostra vita invece non sembra che accadano tutti questi eventi “strani” – eventi concretamente verificati).

Io credo che la teoria della simulazione sia ancora tra le più “credibili” (ma perchè esista la simulazione… questo è un altro problema).

Io penso che dovremmo iniziare ad analizzare la realtà in cui viviamo, e cercare di trovare dei fenomeni che possano “minare” le nostre conoscenze “scientifiche” (credo per esempio che il fenomeno dell’entanglement quantistico, la gravità e l’elettromagnetismo, la misura di Plank, il concetto di multidimensione a livello quantistico, etc…. possano essere dei validi esempi) oppure metterle seriamente in crisi (su alcuni argomenti la scienza stà facendo realmente le “capriole” per cercare una spiegazione… invano.

7 10 2009
fabio

dovremo progettare un esperimento che ci possa dare in modo inequivocabile la risposta che cerchiamo : viviamo in una realta’ simulata?

7 10 2009
sguish

Si, pensavo a qualcosa di simile. O fare un esperimento, oppure catalogare i fatti della realtà: incrociare e analizzare tali eventi e verificare se c’è qualche “anomalia” o altri fatti che ci possano condurre sulla strada giusta.
Per esempio, mettersi alla ricerca (in modo scientifico) di oggetti o elementi che abbiano proprietà “strane” (molto banalmente, una calamita, con la straordinaria proprietà di attrarre materiali ferrosi).

8 10 2009
fabio

sguish…come mai ti e’ venuta questa idea, quando hai iniziato ad avere il sospetto che ci fosse qualcosa di strano nella realta’?

8 10 2009
sguish

A dirti la verità, un pò di tempo fà ho fatto due chiacchiere con Napoleone… scherzo (non sono poi così matto :-) !

Sono un analista/programmatore per professione, da oltre 25 anni, e come molti ho visto e rivisto film come “Matrix”, “Il tredicesimo piano”, “The Truman Show”, etc… Se uno mangia e dorme con un computer, a passare da quei film ad una idea come questa il passo è abbastanza breve (includendo un pò di fantasia ed una mente molto aperta).
Poi, pian piano, mi sono accorto che molti “misteri” della scienza (come il famoso/famigerato ipotetico Big Bang, e quindi la nascita dell’universo) potevano essere spiegati in modo meravigliosamente semplice (vedi i miei post in quest’area).
Se è vero che “la natura” tende ad ottenere il massimo beneficio con il minimo spreco di energia, allora la mia ipotesi doveva essere più attendibile e realistica di qualunque altra teoria scientifica. Inoltre, includi il fatto che, in questa teoria, esiste effettivamente “un creatore” (ok ok, non parliamo di un creatore proprio come lo intendono le religioni nel mondo, però per certi versi un creatore come quello contemplato in questa teoria, per noi che viviamo all’interno del simulatore, non è molto diverso da quello inteso dalle religioni – il creatore della simulazione ha potere di vita e di morte su di noi, può vederci e sapere tutto su di noi, può “ascoltarci”, ha creato il cosmo in cui viviamo, etc…).
Anche fenomeni come la gravità, il magnetismo, l’entanglement quantistico, il fenomeno della dilatazione dello spazio/tempo, il limite teorico della velocità della luce, la misura di Plank, le costanti universali, etc… sono “facilmente” spiegabili pensando ad una simulazione.
Per ultimo, potremmo metterci in mezzo anche fenomeni “inspiegabili” (al limite del paranormale) come i fantasmi, spettri, ufo, etc…

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