Libro: “I 100 grandi fenomeni inspiegabili”

16 08 2009

google_translate.gif
Translate To English!

Alcuni giorni fà ho comprato la rivista Focus, e ho trovato, in allegato, un libro chiamato “I 100 grandi fenomeni inspiegabili”, di Stephen J. Spignesi.
Lo sto leggendo con molto interesse, anche perchè vengono presentati dei fenomeni in modo abbastanza oggettivo.

Durante la lettura del libro (sto solo a pagina 85 sulle oltre 400!) non ho (ovviamente) fatto a meno di pensare alla teoria dell’universo simulato. Al di là di alcuni eventi, palesemente fasulli (quindi senza nessun mistero!), mi chiedevo… e se molti “strani” eventi accadessero proprio perchè viviamo in una simulazione? Mi spiego meglio: se qualcuno decidesse di sviluppare un programma che simula un intero universo, un motivo dovrà pur esserci! Bene, spesso le simulazioni vengono create per riprodurre al computer dei fenomeni che esistono nella realtà. Dopodichè, nella simulazione, vengono alterate delle variabili per osservarne l’effetto. Potrebbe quindi essere che, alcuni fenomeni giudicati da noi come “inspiegabili”, siano in realtà delle alterazioni inserite per analizzare i nostri comportamenti, o i nostri sistemi di analisi, o altro.

Si dice per esempio che i cerchi nel grano siano in gran parte prodotti dall’uomo, ma una piccola percentuale (forse nemmeno tanto piccola!) siano inspiegabili: è possibile allora che i cerchi siano stati generati dai nostri “creatori”? Per quale motivo? Possiamo fare molte ipotesi:

  • Verificare sul campo l’evoluzione delle nostre capacità deduttive, intellettive.
  • Vedere come reagiamo.
  • Semplicemente per gioco (causare caos nel nostro mondo!).
  • Comunicarci qualcosa senza però spaventarci (è molto meglio un cerchio nel grano che un “mostro” nel cielo!).
  • etc…

Continuerò a leggere, ma credo che analizzando i fenomeni inspiegabili si potrebbe capire qualcosa di più sulla teoria dell’universo simulato.

Alla prossima!





Proposta per un incontro!

22 05 2009

google_translate.gif Translate To English!

Questa volta non sto scrivendo per fornire un’altra idea sull’argomento, ma per dirvi che sono rimasto piacevolmente colpito da quante persone hanno risposto/commentato questi miei “originali” articoli.

A fronte di tutto ciò vorrei lanciare una proposta: vediamoci da qualche parte, un giorno, e scambiamo due chiacchiere di persona. Sono sicuro che potremo passare una piacevole giornata, parlando dell’argomento, proponendo nuove letture, spunti per altre riflessioni, etc…

Un pò di tempo fà ho parlato con il responsabile di una bellissima libreria che si trova a Rieti, e loro non escludono l’idea di ospitare un incontro simile. Potremmo anche fondare un vero club, ed organizzare riunioni annuali!

Che ne pensate?

Aspetto con ansia un vostro feedback!





Esperimenti: si può “crackare” la nostra realtà?

16 01 2009

google_translate.gif Translate To English!

Ok, ok, il titolo forse è esagerato, ma non ho trovato di meglio. Però rende perfettamente l’idea di cosa andrò a parlare in questo post.

Qualche giorno fà un mio amico, parlando di percezioni extrasensoriali, mi dice: “tu la conosci la psicovisione?” – “No!” gli dico. Allora mi ha spiegato brevemente cosa fosse.
Ho quindi fatto qualche ricerca su internet, e devo dire che la cosa mi ha lasciato molto perplesso. L’argomento è trattato in molti forum, ma le uniche foto/video che ho trovato mi sembrano dei montaggi (per maggiori informazioni clicca qui)

Però questa “psicovisione” mi ha fatto pensare ad un’altra cosa, che ho poi ricollegato ad un’attività che sto facendo da un anno circa. Sto infatti creano un video gioco 3D, basato sul free roaming (girare liberamente su un territorio più o meno ampio, in cui si possono intraprendere diverse attività). Cosa collega il mio videogame con la psicovisione?
Ora vi spiego: durante la realizzazione del gioco, ho implementato un motore fisico (Ageia). La cosa particolare di un motore fisico di un gioco è che, trattandosi di calcoli matematici (piuttosto complessi), talvolta fanno fare agli oggetti del gioco cose incredibili. Una di queste, per esempio, è la capacità di passare attraverso un altro oggetto (senza causare o subire danni ovviamente), se almeno uno degli oggetti si muove a velocità abbastanza elevate. Lasciando perdere il motivo tecnico per cui accade (problemi di calcolo sulle collisioni di oggetti, causati anche dalla limitata precisione dei calcoli effettuati), stà di fatto che ACCADE!
Cosa collega questi due elementi? Sfruttando una limitazione del simulatore di fisica nel gioco, si riesce a fare qualcosa che non si potrebbe fare, ma solo se ci si pone in condizioni particolari. E’ allora possibile pensare che, anche nella nostra realtà simulata, se ci si mettesse in particolari situazioni-limite, si possa sfruttare quelle che sono le “limitazioni” dell’ambiente che ci “simula”?

La psicovisione, potrebbe essere un modo per “tirare al limite” alcuni effetti/caratteristiche del nostro mondo. La cosa non è del tutto strampalata. Quando infatti si parla di videocamere, tv, etc… si mettono in gioco dei fattori non immediatamente sott’occhio: si avrà a che fare con le leggi della quantistica, con gli elettroni, con i fotoni, etc…

Io credo che il simulatore in cui viviamo abbia il suo limite proprio in quello che per noi è l’infinitamente piccolo (legato alla famosa misura di Plank dello spazio e del tempo). E’ possibile allora mettersi nella condizione di trovare un oggettivo problema/limite della nostra realtà tramite piccoli esperiementi che però, mettono a dura prova l’intero sistema?

La psicovisione, nella sua semplicità concettuale, mette in moto un meccanismo abbastanza insidioso.
Si pensi a come viene realizzata (metodo Schreiber): si deve mettere una videocamera accesa davanti alla tv, con la videocamera attaccata alla stessa tv. Si realizza un effetto “tunnel”.
Ora, a parte ciò che si ottiene, e le possibili interpretazioni, sicuramente questo è un modo alquanto particolare di “usare” i fotoni, gli elettroni, etc…

Su internet, se si cerca bene, si trovano molti esperimenti orientati all’uso dell’elettronica per mettersi in contatto con i morti, con gli spiriti, etc… Mi chiedo: e se invece alcuni di questi test, fatti con apparecchiature elettroniche, non riuscissero involontariamente a “mettere in crisi” il simulatore del nostro mondo, così da causare delle anomalie di funzionamento, o quantomeno fornire risultati alterati dalla media?
E’ possibile che alcuni di questi esperimenti stiano “crackando” il “nostro” simulatore, mostrando cose e fornendo risulti particolari?
Forse questo siamo di fronte a delle anomalie al pari di quelle che accadono nel mio videogame?

Spesso i risultati di questi tests vengono interpretati come “contatti con un altro mondo”, e se invece fossero “aree di memoria” in cui si trovano ancora tracce (dati) di altre persone vissute in passato? E’ plausibile pensare di effettuare alcuni tests interpretando i risultati sotto questa nuova luce?

Forse questo argomento dovrebbe essere approfondito… se qualcuno di voi avesse novità in merito, me lo faccia sapere!

A presto!